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UNA FORTEZZA IN UNA TERRA DI ACQUA


Descrizione

Come gran parte del Polesine, anche Castelguglielmo dovette subire nei secoli gli effetti di numerose esondazioni da parte dei fiumi, piccoli e grandi, che ne attraversavano il territorio. Abbiamo già ricordato la rotta di Ficarolo del 1151, che rimase aperta per circa vent'anni e che cambiò il corso del Fiume Po; sono da ricordare inoltre una terribile bufera che danneggiò gravemente il paese il 9 luglio 1801 e la rotta del Mincio, quello stesso anno, che portò all'allagamento dei terreni circostanti. Le rotte del Castagnaro, del Malopera e dell'Adige finirono nel Tartaro, già canalizzato durante il periodo estense e veneziano, contribuendo, insieme alla Fossa Maestra a dar luogo all'attuale Canal Bianco, sul quale fu costruito un primo ponte nel 1855 (di un ponte precedente, costruito dai veneziani restano ancora le fondamenta dei piloni e alcuni blocchi di marmo, di cui uno raffigurante una testa di leone). L'ultima rotta del Po, l'11 novembre 1951, segnò profondamente il paese che vide emigrare più della metà della popolazione.


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